Saturnales

 

Saturnales

 

 

SATURNALES è un thriller esoterico ad alta tensione, tratto dalla sceneggiatura dell'omonimo tv-film del regista e scrittore Gianpaolo Saccomano.

Il romanzo, scritto a quattro mani da me e Gianpaolo, è ambientato in una Accademia d'Arte italiana dedicata a Francisco Goya e racconta di un misterioso quadro, attribuito al grande pittore spagnolo, noto solo a pochissimi eletti e appartenente al ciclo delle inquietanti "pitture nere".

Occultisti ed esoteristi di alto livello considerano questo dipinto, che si intitola "Saturno con fanciulla", dotato di poteri sovrannaturali e taumaturgici. Ecco perché strani personaggi senza scrupoli sono pronti a tutto pur di possederlo, anche ad uccidere.

Il feroce assassinio di Celine, una delle studentesse dell'Accademia, e la scomparsa di una delle più stimate docenti, trascinano la giovane protagonista Giulia e il giovane agente di polizia Nino, che ha un debole per lei, in una vicenda paurosa, costellata di omicidi, oscuri segreti e antichi e feroci riti pagani, risalenti al periodo dell'Antica Roma: i Saturnali, appunto.

Perpetuati ancora, anche ai nostri giorni.



Titolo: Saturnales
Autore: Gianpaolo Saccomano, Elisabetta Munerato
Data di uscita: dicembre 2018
Pagine: 282
Copertina: morbida
Editore: Youcanprint
ISBN: 9788827859339

 

Il volume include foto di scena tratte dal backstage delle riprese del film e illustrazioni inedite, opera di Francesco Pugni.

 

Dove trovarlo: su tutti gli store on line (Amazon, IBS, Feltrinelli, Libreria Universitaria, etc.), in libreria (ordinandolo) e sul sito dell'editore, Youcanprint.

 

   
retro di copertina
note di copertina

 

Potete vedere alcune foto della presentazione in anteprima del libro a questo link: presentazione Saturnales

 

Tre piccoli estratti dal libro:

"Giulia sospira. Passa davanti alla camera della sua compagna e, come in un film, le appare davanti agli occhi l’ultima immagine di lei. E’ così vivida, tanto da sembrarle che sia ancora in vita.
- Celine? – la chiama, ma la figura scompare, lasciando negli occhi di Giulia solamente i nastri che sigillano la porta della cameretta.
- Ma che ti chiamo a fare? Non ci sei più ormai… - rassegnata, abbassa lo sguardo.
Le gambe cedono e paiono improvvisamente diventate molli, come se fossero vuote dentro. Si corica a letto, con movimenti sempre più lenti, lasciando accesa unicamente la lampada sul comodino.
Sa che non dormirà, ma almeno starà al caldo sotto il piumino. Qualche lacrima le scivola sulle gote, a rinnovare il dolore per l’amica che non c’è più, poi prende a sfogliare l’album da disegno di Celine.
Un fruscio, là nel buio del corridoio, la distrae. Si blocca, irrigidendosi sul materasso.
Inclina la testa verso la porta, dalla quale il buio, una cosa viva, sembra voler entrare nella stanza.
Un’ombra scivola sul pavimento, oscurando quel poco di parquet illuminato.
Giulia sobbalza, getta i disegni a terra e grida:
- Chi va là? Chi… chi c’è? –
Una debole voce la chiama.
- Giulia… Giulia… –
La ragazza si alza e segue l’ombra, che indietreggia come risucchiata dal buio. Giunta all’interruttore accende la luce nel corridoio e Celine le è davanti, in lacrime.
- Celine, cos’hai? – le chiede smarrendo la ragione, mentre rivive in lei il ricordo della loro ultima chiacchierata, avvenuta giorni prima.
- Sai Giulia... E’ come se di colpo… di colpo tu scoprissi che la persona cui vuoi bene… ti ha nascosto qualcosa di importante, di grosso, di brutto… di molto pericoloso!"

 

 

"Il cavaliere attende per un attimo, con fare spavaldo si avvicina ulteriormente al tavolo, prende del pane e lo spezza, aggiungendo:
- Usted sabes que Saturnalia se acerca … (Voi sapete che il Saturnale si avvicina…) -
Quindi, con studiata lentezza, intinge il pane nel piatto del padrone di casa e lo mangia.
Con fare di sfida, il vecchio gli risponde ad alta voce:
- Estoy Francisco de Goya y Lucientes! Pinto cuando Dios o el Diablo me inspiran!! Estoy… (Io sono Francisco de Goya y Lucientes! Dipingo quando Dio o il diavolo mi ispirano!) -
Il cavaliere accenna un sorriso di scherno- Usted es un hombre que necesita dinero, Maestro. (Voi siete un uomo che ha bisogno di soldi, Maestro.) -
Quindi si pulisce le dita con la bocca prima di estrarre da sotto l’abito un sacchetto e buttarlo sul tavolo, facendo tintinnare parecchie monete al suo interno.
- Nuestros clientes pagan bien! Ahora eres un hombre rico... (I nostri padroni pagano bene !.. adesso siete un uomo ricco…) – gli dice, mentre il Cavaliere con il Tricorno mostra al volto tirato dell’anziano un’ampolla contenente del liquido rosso scuro:
-¡Y lo serás aún más ... si quieres mezclar tus colores con esto! (…e lo sarete ancora di più…se mescolerete i vostri colori con questo!) - Un altro sacchetto pieno di denaro gli viene gettato vicino al piatto.
C’è un lampo di cupidigia nello sguardo del vecchio
che poi, rassegnato, si alza dalla seggiola, afferra l’ampolla, fa scostare i due ospiti e si dirige lentamente verso un angolo della cucina. Il grande camino è acceso e sul fuoco dell’altra zuppa sta cuocendo dentro ad un pentolone appeso ad una catena.
Un cavalletto di legno ospita un quadro che è malamente coperto da uno strofinaccio di umile stoffa bianca.
Il pittore agita il contenuto dell’ampolla fissandolo intensamente:
- ¿Y para qué es esto? (E questo che cos’è?) ¿Es la sangre del diablo?(E’ il sangue del demonio?) –
Il Cavaliere con la feluca gli risponde torvo:
- No. Es la sangre pura de los “Elegidos de Saturno” (E’ il sangue puro degli “Eletti di Saturno”) –
- Y no hablar con nadie! (e non ne parlare con nessuno!) – e, con il dito davanti alla bocca, gli intima, ammiccando, di fare silenzio.
- Usted y susu clentes estàn locos! (Voi e i vostri padroni siete dei pazzi !) – Francisco Goya gli risponde con una smorfia sarcastica, cui il cavaliere replica sussurrando minaccioso:
- Locos! Y peligros! (Pazzi! E pericolosi!) – ridacchia con una smorfia minacciosa.
L’artista posa con calma l’ampolla, poi con un gesto plateale solleva il panno, rivelando il dipinto che ha appena terminato:
- ¡Aquí está mi trabajo!... Saturno con virgo y caballeros! (Questa è la mia opera… Saturno con vergine e cavalieri!) –
I due cavalieri rimangono colpiti dalla potenza espressiva del quadro ed esclamano:
- Magnifico! –
- Excellente, Maestro! Los clientes esteràn muy encantados… (Eccellente, Maestro! I padroni resteranno molto soddisfatti…) - afferma l’uomo con la feluca.
- …Despuedès de que él habrà rociado con la sangue de la bombilla! (…dopo che voi l’avrete irrorato con il sangue dell’ampolla !) – continua l’altro con il tricorno.
Goya apre delicatamente l’ampolla e ne lascia cadere poche gocce in una ciotola. Afferra poi un pennello, lo intinge nel liquido rosso scuro e, con sguardo un po’ folle, inizia a stendere il sangue sulla tela. Ad ogni pennellata risuona uno straziante urlo di donna, che riempie la stanza e rimbomba nella mente della dormiente, che vede nell’incubo il Goya che dipinge, ripetendo più volte con ossessione:
- El sueno de la razon produce monstruos, pero la locura de cietros cultos sòlo genera miedo y odio. (Il sonno della ragione produce mostri, ma la follia di certi culti genera soltanto paura e odio) –
Parole che riecheggiano e quasi esplodono nella testa della giovane Giulia, fino a farla svegliare di soprassalto."

 

 

 

"Nel settimo cielo, gli spiriti contemplanti e i Troni d’intelligenza angelica, di nutrirsi avidi e di carne tenera mai sazi, sui troni Saturnali evocano e godon de giustizia.
L’illustrazione presente nella pagina rappresenta dei giganti che divorano pezzi di carne, prendendoli con le mani dai piatti.
Crono in Saturnia regna, governa e regge, i figli suoi protegge, sacrifica, preserva agreste.
Un volto con due facce: da una parte divora dei bambini, dall’altra li sputa adulti.
Il sesto, il Luminare sacro, il Capricornus perfectus, il sesto saturni dies, che dal banchetto della virgo perfecta, col sangue nel sangue degli adepti, permane assidua.
Nella stampa si vedono dei pianeti, disposti a formare un triangolo, e sotto ad essi il loro nome: Urano, Venere e Giove. Al centro un occhio, circondato da diciotto raggi.
- Ma cosa vorrà dire tutto questo? –
Il Capricorno e la Ingenua, per donare, ai Saturnali, sulla corteccia il Glifo, potere e vigorosa durata,
d’anima si nutre, in intervallo nel tempo, mai uguale.
Una giovane donna è rappresentata seduta, accanto ad un capricorno che ha il corpo inferiore di un pesce.
Dei cerchi un solo anello, con la falce il Saturno, dalla croce e mezza luna, noi tenacia giuriamo al re dei re del regno di Atlantide, senza paura alcuna.
Alla fine di quest’ultima frase un grande simbolo nero riempie la pagina. Si tratta di una croce, dalla quale si ramifica un segno che rievoca una falce o una mezza luna.
Romanis antiquis cultus inductus est in tenebris, Gavia Saturnia quivi scrisse: in consorteria come legge e storia, come sangue e carne, come luce e tenebra, in vita e in morte.
Un cubo nero, sul quale giace un libro aperto, è l’ultimo disegno, posto al termine della terza pagina.
Giulia non sa più cosa pensare. Ritiene di avere davanti a sé un testo chiaramente criptato, con un linguaggio tutto da decifrare."

 

 

 

Ritorna alla vetrina

Ritorna all'home page

 

 

 
La vetrina di Eli